Voglia di pane

E’ iniziato tutto così, questa mattina, aprendo le finestre ho scoperto che questa notte ha piovuto, e questo a fatto si che la temperatura esterna sia tornata gradevole. ” Finalmente un pò di fresco ” è stata la prima cosa che ho pensato, ma subito dopo un altro pensiero : ” OGGI preparo il pane !!”

Io, il pane, lo amo nel vero senso della parola, dall’inizio alla fine, in tutte le sue forme e misure, è la mia droga. Amo prepararlo, odorarlo mentre lo impasto. La farina che si lega all’acqua, le mie mani che affondano in questo morbido composto, che accoglie e conserva tutto il calore che riesco a trasmettere. Lo vedo scorrere lento sul tagliere, si appiattisce sotto la pressione dei miei palmi, sembra arrendersi ma non è così. In realtà piano piano si ritrae come ad invitarmi ad accarezzarlo di nuovo. E’ una dolce danza dove a volte bisogna essere energici e delicati al tempo stesso, un pò come nella vita, mi verrebbe da dire. Dopo di che per un pò ci lasciamo, dobbiamo entrambi riposare, lui deve lasciare che il calore che gli ho ceduto, stimoli la fermentazione e che gli elementi che lo compongono, trovino un accordo e si fondano l’uno nell’altro. Quando si sente pronto mi avvisa, ma lo fa in modo silenzioso. Fa emergere qualche bolla di aria che però non scoppia, se ne sta li come ad aspettare che io mi accorga di lei. Li ci ricongiungiamo, per poco, io lo accarezzo e lui soffice si lascia accarezzare. C’è un profumo acre quando questo accade, è lui che mi sta dicendo che si sente pronto per diventare ciò che io desidero. Io eseguo come sempre una piccola pressione su di lui, per poterlo arrotolare o stendere a secondo di ciò che voglio ottenere. lui mi lascia fare. Sà che poi avrà il tempo di riposare, per dare il suo contributo, riempiendo la forma che ho scelto per lui. Nel frattempo io scalderò il forno dove lui si farà appoggiare e li la magia raggiungerà la sua massima espressione. Lui  si gonfierà e si colorirà e sprigionerà il suo inconfondibile profumo di leviti e farine. La casa cambierà aspetto e sarà satura di profumi, di aromi per il mio naso, inebrianti.

Quando sarà pronto,  allora e solo allora lo sfornerò e gli darò il tempo di riposare, e raffreddarsi piano piano. Perchè non bisogna avere fretta. Il vero piacere nel preparare il pane non sta nell’assaggio, ma nella lenta e lunga preparazione. Nell’assaporare ogni istante.

La cucina è questo per me, è un viaggio. Un viaggio che puoi assaporare con tutti i sensi. Un viaggio che puoi ripetere tutte le volte che vuoi, all’infinito. Un viaggio che ogni volta ti porta in luoghi conosciuti ma anche in nuovi mondi da esplorare.

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